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L’abito sposo uomo dal XIV secolo ai giorni nostri

L’abito sposo uomo è sicuramente il capo di abbigliamento formale più elegante e bello che un uomo possa indossare. Ma, a quando risalgono le sue origini?

Le prima notizie di abiti formali le abbiamo dalla Francia, durante il regno di Luigi XIV a Versailles. Egli aveva imposto un dress code che ogni uomo della corte doveva rispettare: un mantello o una giacca, un gilet, i pantaloni che arrivavano fino al ginocchio, un fazzoletto e una parrucca. Questo era sicuramente un look esageratamente appariscente, ma è stato il fondatore di tutto l’abbigliamento formale maschile.

 

 

Dopo la Francia è stato il turno dell’Inghilterra e del regno di Carlo II: egli prendeva spunto dall’etichetta imposta da Luigi XIV e ne ha proposto una versione più moderna e più adatta allo spirito inglese così sobrio.

 

 

Le rivoluzioni più importanti si sono verificate proprio in Inghilterra e, anche se è difficile pensare che un abito di oggi semplice nero in 2 pezzi possa derivare dalle parrucche e dai colori della corte francese, questa è la verità. Alla fine del XIX secolo le cose hanno iniziato a cambiare, e le innovazioni di quell’epoca (utilizzo del vapore, invenzione della cravatta moderna, sparizione graduale di gilet e cappelli) iniziavano a far nascere il cosiddetto abito moderno.

Questo tipo di abito si chiamava originariamente “Abito da salone” e non si faceva caso alle occasioni in cui lo si indossava: andava bene sia per cerimonie in Chiesa che per la campagna o la spiaggia. Tra il XIX e il XX secolo l’Abito da salone si è diffuso sempre di più, a volte anche in sostituzione dell’ abito sposo, fino ad arrivare al punto in cui chiunque ne possedeva almeno uno in casa, se non altro da indossare la domenica in Chiesa.

 

 

In questo periodo l’abito da salone, che in realtà consisteva in un semplice abito formale, era utilizzato congiuntamente al gilet e questa abitudine continuò fino alla Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo le classi sociali meno abbienti non avevano la possibilità di acquistare più abiti per una sola persona, quindi l’abito da cerimonia consisteva nel solito abito quotidiano precedentemente descritto.

La moda del momento era quella dell’abito doppiopetto, e l’unico modo per poter distinguere un “abito da cerimonia” da un “abito da salone” era la presenza o meno degli accessori: gilet, camicia con doppio polso, gemelli e cravattone (accessorio per eccellenza della cerimonia uomo di quell’epoca).

Al giorno d’oggi, per fortuna, sono molto meno numerose le persone che non possono permettersi due cambi di abito nel proprio armadio e, quindi, sempre più uomini hanno acquistato due abiti differenti: uno per uso quotidiano e uno per la cerimonia (meglio ancora se tra i due uno è monopetto e l’altro è doppiopetto).

 

abito sposo

 

Solitamente, l’abito da sposo di un uomo è composto da vari pezzi, alcuni dei quali imprescindibili, altri invece sono da considerare come puri accessori, e quindi facoltativi. I pezzi che compongono un abito da sposo sono:

– Giacca: lunga o corta; con 1 o 2 bottoni; in nero, grigio, azzurro, bianco o avorio;

– Pantalone: dello stesso tessuto e colore della giacca oppure a contrasto;

– Camicia: doppio polso o polso semplice; in cotone o rasatello di seta; collo classico, diplomatico o francese;

– Gilet: può seguire colore e tessuto dell’abito o essere a contrasto; può essere liscio, broccato o ricamato;

– Accessorio al collo: cravatta, cravattone, ascot, foulard, papillon ecc;

– Scarpe: solitamente nere ma sono ammesse anche in altri colori, da abbinare alla cintura;

– Altri accessori: gemelli, spillone, fazzoletto e orologio da taschino;

Per quanto riguarda i colori, è possibile sfruttare il blu in qualsiasi momento della giornata; il nero è sicuramente simbolo di eleganza ma sarebbe più adatto a cerimonie serali, così come il grigio scuro; il grigio chiaro, invece, è adatto a cerimonie di mattina. Ogni colore ha bisogno degli abbinamenti migliori, colori che accostati l’un l’altro risaltino.

Tutti questi abiti possono essere 2 o 3 pezzi: qualora fossero 3 pezzi, il gilet donerebbe quel tocco di eleganza in più che ogni sposo dovrebbe avere; inoltre, chi indossa il gilet non avrà freddo durante i matrimoni invernali e potrà nascondere un po’ di pancia.

 

Abito sposo

 

Abito da sposo uomo: come si indossa?

Ogni uomo deve sempre seguire la propria personalità, anche e soprattutto nel giorno del suo matrimonio. Tuttavia, essendoci addentrati nel campo della “formalità”, ci sono alcune regole o piccole attenzioni dalle quali non si può prescindere. Ogni “pezzo” dell’abito ha le sue proprie regole, e qui di seguito analizzeremo quelle di giacca, pantalone e gilet.

Giacca: può essere corta (non più lunga del pollice della mano quando si è in piedi con braccia stese sui lati), redingote (non più lunga dell’intera mano) o frac e tight (giacche lunghe fino alle ginocchia). Tutta la vestibilità deve essere perfetta, dal collo alla spalla alla lunghezza della manica: non ci devono essere rughe o protuberanze. I revers devono essere ben stirati perché non sembrino rialzati e dietro la giacca da cerimonia solitamente c’è una sola apertura centrale e un solo bottone sul davanti.

Pantalone: non devono essere né troppo stretti né troppo larghi, perché in ognuno di questi 2 casi risulterebbero scomodi. L’orlo del pantalone deve arrivare a toccare la scarpa, ancora meglio se arriva sino al tacco. Possono essere indossati con cintura o bretelle.

Gilet: nell’abito sposo uomo è l’accessorio per eccellenza; può essere liscio, asimmetrico o doppio petto. Se è liscio l’ultimo bottone non va mai abbottonato, mentre negli altri due modelli di gilet i bottoni devono essere tutti abbottonati. Può essere arricchito con una catenina di cristalli che ricordi gli antichi orologi da taschino.

 

abito sposo

 

Le collezioni 2015 di Mario Moreno Moyano, anima creativa di Ottavio Nuccio Gala, offrono alla clientela una vasta gamma di abiti differenti: alcuni molto moderni, altri estremamente classici. Le regole che vigono nell’abbigliamento formale di un uomo sin dal XIV secolo non devono andare perdute, e l’azienda Ottavio Nuccio Gala fa tesoro di ogni tradizione.

Mario Moreno Moyano

 

 

Abiti da cerimonia uomo e non solo: bon ton maschile

Gli uomini devono prendersi cura della propria immagine? Se si, devono farlo solamente nel giorno del matrimonio con i loro abiti da cerimonia uomo addosso o devono farlo quotidianamente? Le donne di oggi accettano che i loro uomini siano attenti alla loro immagine?

Senza dubbio la nostra era è quella più maniacalmente attenta all’immagine, dove ognuno teme, ma allo stesso tempo ricerca, l’opinione altrui per qualsiasi dettaglio: una maglia nuova, il taglio di capelli, l’ultimo tatuaggio ecc. La vanità non è più una sfera prettamente femminile, ma ha raggiunto anche l’universo opposto, e lo ha travolto in pieno.

Così come per le donne, anche l’uomo può scegliere fino a che punto curare il proprio aspetto fisico e l’immagine complessiva: ci sono gli uomini che scelgono di rimanere così come sono dalla mattina appena svegli, altri che scelgono di avere qualche piccolo accorgimento come piccolo cenno di amor proprio, altri che scelgono se curare bene il fisico o l’abbigliamento e, infine, gli uomini che hanno attenzioni per ogni dettaglio che li riguardi.

Dall’uomo trasandato al metrosexual, anche l’uomo sta rivendicando la sua immagine e non accetta più di essere considerato meno importante di una donna, o meno attento all’estetica.

Gli uomini, nel giorno del loro matrimonio, indossano degli abiti da cerimonia uomo che non sono dei semplici abiti da usare tutti i giorni sul posto di lavoro. In quel giorno lo sposo è sotto i riflettori tanto quanto la sposa, e sarà protagonista di tante foto che dovranno durare una vita intera. L’evento non richiede solo un abito adeguato, ma anche che tutti i dettagli siano al loro posto.

L’uomo che sta per sposarsi deve essere impeccabile. Per quanto riguarda il viso è consigliabile una rasatura a pelle perfetta, o se proprio non si vuole rinunciare alla barba o ai baffi, quantomeno le linee devono essere precise. Un buon dopobarba è adatto all’occasione, così come un taglio di capelli qualche giorno prima della cerimonia per far sì che assumano una forma naturale.

 

 

Le mani dello sposo devono essere ben curate, così come il collo. Quasi tutti gli sposi, infine, tendono ad iniziare una dieta qualche mese prima delle nozze per riuscire a perdere qualche chilo di troppo: l’importante è farlo senza esagerare.

Il viso deve apparire riposato e fresco, per questo molti uomini utilizzano delle creme studiate appositamente per pelli maschili che lasciano la pelle morbida e levigata. Per i più pignoli, una profonda pulizia del viso una settimana prima del matrimonio.

Queste attenzioni oramai sono pane quotidiano per tantissimi uomini nel mondo, non solo per i novelli sposi, ma vigono ancora delle regole generali valide per tutti che contraddistinguono un gentleman da un uomo che tenta di sembrare ciò che non è.

Consigli utili: abiti da cerimonia uomo e abiti casual

Qui di seguito un piccolo elenco di consigli di bon ton maschile per Mario Moreno Moyano, anima creativa di Ottavio Nuccio Gala: come si deve indossare un abito, come vanno abbinati gli accessori e l’atteggiamento da assumere in ogni occasione per essere considerati come veri uomini.

  • Le giacche a 2 o 3 bottoni devono avere sempre l’ultimo bottone sbottonato; è un piccolo accorgimento che denota la conoscenza delle regole di etichetta ed è una tradizione con un’origine alquanto buffa. Si vocifera, infatti, che questa usanza provenga da re Edoardo VII che, essendo troppo grasso, non riusciva ad abbottonare mai l’ultimo bottone, e i suoi sudditi lo convertirono in un tocco di eleganza e seguirono il suo esempio.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

  • Stessa regola vale anche per il gilet, mentre le giacche doppiopetto si indossano sempre abbottonate, anche da seduti.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

  • Se l’uomo indossa un abito formale, è preferibile non ostentare grandi loghi o marchi perchè non è consono con lo stile del momento; i loghi in vista vanno bene per l’abbigliamento casual o per il beachwear, e sarebbe opportuno anche non avere etichette evidenti.
  • Scarpe e cintura vanno di solito in coordinato, meglio se nere. Qualora le scarpe non fossero nere, la cintura può essere abbinata agli altri accessori del look.
  • Il polsino della camicia deve uscire fuori dalla manica della giacca di 1 cm o 1,5 cm. La regola vuole che la distanza tra il polsino della camicia e la manica della giacca sia la stessa che intercorre per la fuoriuscita del colletto della camicia dal collo della giacca, dietro il collo.
  • Il pantalone classico deve cadere sul tacco della scarpa creando una piccola piega, e non deve essere nè più lungo nè più corto di così. Sono ammessi pantaloni più corti solo con un look più casual e i pantaloni hanno un risvolto.
  • La larghezza delle spalle della giacca deve essere la stessa delle spalle del cliente. Una giacca troppo piccola o troppo grande non è simbolo di eleganza e rischia di ridicolizzare l’intera immagine.
  • In molti pensano che la punta finale della cravatta debba arrivare a toccare la cintura, o comunque la vita del pantalone. L’ideale sarebbe che la cravatta arrivasse fino a un paio di cm prima del pantalone.
  • Le camicie a maniche corte sono ufficialmente bandite, è molto meglio indossare una camicia a maniche lunghe con risvolti piuttosto che una a maniche corte; ancora meno gradita è l’immagine di un uomo in camicia e cravatta, ma senza giacca.
  • La maglietta a maniche corte bianca o, ancora peggio, una canottiera bianca sotto la camicia sono da evitare perchè alla luce del sole si noterebbero subito, e non rappresentano certo il massimo dell’eleganza.
  • Le scarpe devono essere sempre in ottimo stato e ben pulite: delle scarpe sporche o bucate sono sintomo di un uomo trasandato che non ha cura della propria immagine.

Questi sono solo piccoli atteggiamenti che un uomo elegante dovrebbe assumere. Ce ne sono tanti altri, come ad esempio il fazzoletto nel taschino della giacca, le asole aperte, la larghezza della gamba del pantalone, l’altezza dell’orlo ecc. che contribuiscono a migliorare la presentazione generale, e che possono essere notati sin dal primo sguardo.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

Un uomo che si prende cura del proprio corpo e che è attento al suo look è un uomo che sa dare il giusto valore alla propria persona e che sarà sempre ben visto da chiunque.

Mario Moreno Moyano (1)

 

 

 

Analisi del mercato degli abiti da cerimonia uomo

Mario Moreno Moyano, l’anima creativa di Ottavio Nuccio Gala, pensa che il mercato degli abiti da cerimonia uomo è cambiato molto negli ultimi 20 anni. Il principale cambiamento è dovuto al fatto che il settore del tessile si sta industrializzando sempre di più, lasciando poco spazio all’originalità e alla creatività.

Quello che prima era un mercato di nicchia in cui si potevano far valere le eccellenze mondiali, soprattutto quelle del “Made in Italy”, oggi sta diventando un settore di produzione di massa esattamente come gli altri; al pari degli altri settori ha anche l’ingente quantità di abiti di importazione che oggigiorno sono presenti sul mercato.

Purtroppo molta gente non conosce il protocollo nuziale e quindi crede in quello che il marketing propone con più frequenza, pensando sia il look giusto, o addirittura l’unico look possibile, cha vada bene per uno sposo.

Quasi l’80% dei marchi specializzati nella cerimonia uomo presentano un prodotto estremamente standardizzato, con poche varianti di colore e quasi nessuna variante di tessuto. Proprio in questo peccano i marchi presi in analisi: la qualità del tessuto in primis, oltre che alla scarsa originalità e al conformismo.

I tessuti prevalentemente in commercio sono quasi del tutto sintetici, pesanti e ricchi di elettricità statica. Sono abiti realizzati in fibre di poliestere e acetati al 100% che, durante il giorno della cerimonia, risulteranno scomodi e troppo caldi, con un conseguente livello di stress più alto per lo sposo che non vedrà l’ora di toglierselo di dosso.

Questi tessuti sono per la maggior parte delle volte molto lucidi, danno quella specie di effetto bagnato che poco ha a che fare con l’eleganza e lo stile che dovrebbe avere uno sposo. Inoltre, la presentazione generale non è delle più creative in quanto si tratta di abiti 4 pezzi tutti uguali (giacca, pantalone, gilet e cravattone), dello stesso colore e tessuto.

Gli abiti 3 pezzi sono da sempre esistiti e sono molto eleganti, se realizzati con tessuti adeguati, ma il vero “Made in Italy” non ha mai contemplato l’idea di un accessorio dello stesso tessuto dell’abito, per di più proponendo quasi sempre lo stesso tipo di accessorio: il cravattone.

 

 

Gli accessori più belli sono quelli a contrasto realizzati in seta jacquard magari, o comunque in tessuti molto leggeri per non farli sembrare come fossero di cartone. Eccellenza in questo tipo di abbinamenti e nell’utilizzo di tessuti pregiati è l’azienda Ottavio Nuccio Gala, che ha saputo realizzare 5 collezioni diverse, e mai nessuna che somigliasse anche di poco alle altre.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

Abbinare 4 pezzi tono su tono è estremamente facile, ma l’immagine dello sposo che ormai si ha da tantissimi anni è sempre la stessa, ed è impensabile pensare che a distanza di qualche generazione gli abiti potrebbero tranquillamente essere riutilizzati, perché sono uguali.

La gente che non ha la possibilità di informarsi o di riuscire a vedere molte proposte, pensa che sia quello l’unico modo in cui uno sposo debba andare vestito, e quindi non si pone nemmeno il problema di cercare dell’altro. Ecco quindi il perché di una scena così omogenea nel campo degli abiti da cerimonia uomo.

Gli abiti da cerimonia uomo nel mercato mondiale

I prezzi presenti sul mercato sono eccessivamente squilibrati: un total look di importazione “low cost” costa al pubblico massimo 500 € (considerando un ricarico per il negoziante notevole, visto che i prezzi di produzione arrivano anche solo a 50 €), mentre per un total look “Made in Italy” bisogna spendere circa il doppio.

La competizione è lecita, ma in quanti sanno che quegli abiti così economici sono prodotti in serie in paesi che non rispettano le norme igieniche basilari o i diritti umani? La crisi deriva anche da questo: paesi con miliardi di abitanti sfruttati anche più di 12 ore al giorno per produrre abiti tutti uguali di infima qualità.

Il problema in Italia e l’Europa si riscontra nella scelta da parte dei produttori di accettare questo compromesso e di vendere nei propri punti vendita solo abiti di importazione, non comprando più marchi “Made in Italy”; il tutto ovviamente per aumentare i guadagni, ma diminuendo la qualità del servizio e accentuando la crisi di aziende del proprio Paese.

Non si può entrare in un negozio Ottavio Nuccio Gala e pretendere un confronto con un abito di importazione “low cost”, perché bisogna saper riconoscere la vera eccellenza del “Made in Italy”, bisogna sapere la differenza (e toccarla con mano) tra un poliestere e un fresco-lana, tra la viscosa e una seta jacquard.

I tessuti presenti negli showroom Ottavio Nuccio Gala sono d’eccellenza, e non solo i tessuti variano, ma anche i modelli: tight, redingote, smoking, frac, spolverini…una scelta ampia per venire incontro ad ogni tipo di gusto e personalità.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

Dopo aver scelto un abito realizzato in un tessuto fresco e traspirante, adatto anche a cerimonie estive, si ha una vasta gamma di accessori tra cui scegliere.

 

 

Lo sposo non deve per forza indossare un cravattone dello stesso tessuto dell’abito con una chiusura a clip e un ferma nodo cucito al centro. Mario Moreno Moyano, anima creativa di Ottavio Nuccio Gala, propone diverse soluzioni, a seconda del tipo di abiti da cerimonia uomo o della personalità dello sposo: cravatta, ascot, papillon, foulard, plastron ecc, tutti realizzati in tessuti d’eccellenza e colori a contrasto.

 

Abiti da cerimonia uomo

 

Un prodotto di eccellenza nasce già sapendo di non poter avere la visibilità di un prodotto di grande distribuzione, ma questo non significa che debba essere bistrattato e considerato improprio, quando invece dovrebbe essere il contrario. Il “Made in Italy” è da sempre simbolo di eccellenza, e deve continuare ad essere riconosciuta come tale.

Ottavio Nuccio Gala è una azienda con dei valori ai quali non rinuncia da ormai 20 anni, che continua nella campagna promozionale del “Made in Italy” alla ricerca di quella nicchia di clienti che sappiano ancora apprezzare il gusto di un abito confezionato alla perfezione, o su misura. E’ una azienda che va incontro agli sposi con un gusto deciso e che non si accontentano mai.

Per Mario Moreno Moyano, anima creativa di Ottavio Nuccio Gala, l’obiettivo principale non è vendere quantità ingenti di abiti di bassa qualità, ma sapere che ogni suo cliente è rimasto pienamente soddisfatto della sua scelta.

Mario Moreno Moyano (1)

 

Lo smoking è tra gli abiti da sposo uomo?

Lo smoking può essere inserito nella categoria degli abiti da sposo uomo? Questa è una questione sulla quale si è molto dibattuto, le opinioni contrastano, e spesso anche con rigidità. Mario Moreno Moyano, l’anima creativa di Ottavio Nuccio Gala,  ritiene che lo smoking sia uno dei modelli di abito formale da uomo tra i più eleganti mai esistiti, e che sia decisamente appropriato per uno sposo, ma solo se la cerimonia è celebrata nel pomeriggio.

Così come il tight è l’abito per eccellenza delle cerimonie mattutine, il frac è l’abito per eccellenza per le cerimonie serali. Lo sposo che non vuole indossare un tight, ma che cerca ad ogni costo un abito che lo ricordi, sceglie di vestire un mezzo tight. Lo sposo che non vuole indossare un frac perchè crede sia esageratamente formale per il suo modo di essere, cosa dovrebbe indossare nel giorno del suo matrimonio, se non uno smoking?

Ottavio Nuccio Gala è una azienda specializzata nella cerimonia uomo e Mario Moreno Moyano, l’anima creativa del marchio, mai avrebbe creato una collezione fatta prettamente di smoking, la collezione Black Tie, se questo tipo di abito non fosse stato adatto agli sposi.

 

Abiti da sposo uomo

 

Lo smoking, così come il tight, deriva dalla cultura britannica ed era utilizzato dai gentlemen del XIX secolo come giacca serale per cenare (anche chiamata dinner jacket), o per fumare (“fumare” in inglese si dice, appunto, “smoke”). Altra versione di questa giacca era la classica vestaglia indossata dagli aristocratici, spesso in velluto con revers a contrasto e passamaneria al posto del bottone foderato, che faceva sembrare ancora più importante e facoltoso chiunque la indossasse.

Lo smoking può essere di 3 tipi: con rever sciallato, con rever a lancia e doppiopetto. Non c’è una gerarchia in termini di eleganza, tutti e 3 sono alla pari: l’unica cosa che conta è il gusto del cliente e la sua personalità.

 

 

I rever dello smoking sono sempre a contrasto, in satin di seta o in raso, e a contrasto saranno anche il cinturino del pantalone (senza passanti) e le bande laterali, anche se non sono sempre presenti.

La camicia di uno smoking può essere in cotone “doppio ritorto” con pettorina piquè o plissè, polsino doppio per gemelli estraibili e il collo a scelta tra quello diplomatico e quello francese.

Il papillon è l’accessorio più adeguato per uno smoking, ed è preferibile che sia da annodare perchè risulta più vaporoso e non piatto come un papillon già annodato; inoltre, chi ha un po’ di esperienza in questo campo, riconosce a prima vista un papillon annodato manualmente, ed è sicuramente simbolo di eleganza e savoir faire.

Altro accessorio che può essere indossato con una giacca smoking è il gilet, ma solo se sciallato, doppiopetto o con una scollatura molto ampia. Un esempio di estrema eleganza e stravaganza può essere una giacca non nera, gilet e pantalone in pied-poule, camicia diplomatica e papillon nero.

 

Abiti da sposo uomo

 

Sono presenti smoking di vari tessuti e colori, e tutti possono essere catalogati come abiti da sposo uomo. Chi vuole indossare lo smoking classico opterà per un nero assoluto, con fascia e papillon neri, gallone laterale in raso sul pantalone, camicia diplomatica con pettorina plissettata e scarpa modello francesina in vernice nera.

Per tutti gli altri sposi che vogliono evadere dai canoni classici, ci sono diversi gradi di personalizzazione del look. Ad esempio, si può mantenere l’abito nero con camicia diplomatica, ma indossare papillon e fascia colorati; altra variante è quella che prevede pantalone nero e giacca blu, bianca o rossa con rever nero a contrasto; e ancora: giacca e pantalone in velluto di diversi colori ecc.
Abiti da sposo uomo

 

Questi sono solo alcuni esempi di varianti dello smoking che danno un tocco di personalità e di vivacità all’abito, ma che rispettano sempre alla perfezione i canoni stabiliti dal dress code formale.

Lo smoking tra gli abiti da sposo uomo più in voga per i VIP

La cosa più importante da ribadire è che lo smoking è diventato ormai parte integrante del mondo della cerimonia uomo, non sono per gli invitati ma anche per lo sposo. Fino a qualche anno fa era visto solo come abito adatto al red carpet, per le cerimonie di gala, per premiazioni importanti o cocktail party.

Oggi il trend delle nozze in smoking sta diventando sempre più grande, e anche tanti personaggi famosi scelgono lo smoking per il loro matrimonio. In smoking si è sposato l’attore Adam Shulman, marito della nota Anne Hathaway; ha scelto questo tipo di abito anche il cantante Michael Bublè, così come lo ha scelto il principe William nel suo cambio di abito per il ricevimento serale quando ha preso in sposa la bellissima Kate Middleton; anche i nobili italiani scelgono lo smoking: un esempio è stato il matrimonio tra Ludovica del Secco e Gianalberto Scarpa Bastieri.

Ci sono tantissimi altri esempi di sposi che hanno scelto lo smoking, ma questi 4 esempi ci fanno capire che far indossare allo sposo questo tipo di abito è una opinione ormai condivisa da tante categorie di persone: cantanti, attori, nobili e persino dalle famiglie reali.

In molti pensano che indossare uno smoking per il proprio ricevimento non sia la scelta giusta perchè si rischia di somigliare troppo ai camerieri presenti in sala. Con tutto il rispetto per chi fa quel mestiere, ma la qualità di uno smoking per uno sposo e gli accessori scelti non potranno mai essere scambiati con quelli di una divisa da cameriere, è una cosa che si nota a primo impatto.

Chi indossa uno smoking fa trasparire una buona conoscenza delle regole di etichetta per l’abbigliamento formale da uomo, in quanto è uno degli abiti con più “restrizioni” in assoluto. Chi ammette lo smoking tra gli abiti da sposo uomo è un uomo molto elegante che sa darsi importanza e che risulterà perfetto nel giorno più importante della sua vita.

Mario Moreno Moyano, l’anima creativa di Ottavio Nuccio Gala, nella sua nuova collezione 2015 che sarà presente al più presto sul web e nei negozi, ripropone lo smoking come capo di punta per la cerimonia, in versione classica ma anche in versioni alternative, con colori, fantasie e modelli diversi per soddisfare ogni immaginario possibile.

 

Abiti da sposo uomo: no ai ritardatari

L’abitudine di essere in ritardo può riguardare uomini dalle diverse caratteristiche, che andremo ad esaminare in questo post. Assolutamente vietato è essere in ritardo quando si indossa il proprio abiti da sposo uomo, cioè nel giorno del matrimonio. A qualsiasi categoria di uomini tu possa appartenere, in quel giorno non sono ammessi ritardi.

L’essere puntuali non denota solo organizzazione, ma è un senso di responsabilità e rispetto verso il prossimo che non passerà sicuramente inosservato. Fino a quando non esistevano gli orologi da polso, gli smartphones o comunque un orario che fosse valido per tutta la comunità, essere in ritardo poteva non creare disagi; la società dei nostri giorni viaggia ad una velocità così elevata che  non possiamo permetterci il lusso di prendercela con calma, ma dobbiamo fare il contrario: tentare di anticipare per non soccombere.abiti da sposo uomo

Arrivare in ritardo ad una cena con una donna può essere visto come segno di narcisismo o la donna può sentirsi inferiore o non meritevole del vostro tempo; ritardare ad un appuntamento per un colloquio di lavoro sarà sicuramente un punto a sfavore rispetto alle altre persone che hanno sostenuto lo stesso colloquio, ma in perfetto orario; non essere presente in Chiesa il giorno del vostro matrimonio all’orario prestabilito può compromettere l’intera cerimonia.

Indossare i propri abiti da sposo uomo circa un’ora prima della cerimonia sarebbe l’ideale per evitare spiacevoli inconvenienti, anche perchè ci sarà sempre un piccolo dettaglio da sistemare che porterà via del tempo.

abiti da sposo uomo

Le cause di un ritardo cronico sono dovute a personalità critiche, che possono essere distinte in 5 categorie:

VIOLENTI/APPARENTI

Questa è una categoria di persone con una conflittualità psicologica che li spinge ad arrivare in ritardo perchè pensano di essere (violenti) o vogliono apparire (apparenti) superiori. Per loro arrivare in anticipo è come dimostrare la loro sottomissione, ed è sempre una battaglia per riuscire ad arrivare più tardi della persona che li sta aspettando.

Esempi classici di questo genere di ritardatari sono le donne nei confronti di uno spasimante o il quarto d’ora accademico dei baroni universitari nei confronti del loro studenti.

 

IRRAZIONALI

Gli irrazionali compiono scelte esistenziali nel loro essere in ritardo: sono persone per le quali tutto andrà sempre bene, considerano gli eventi nella loro idealità e non tengono conto degli imprevisti che potrebbero accadere e che li farebbero arrivare in ritardo.

Per risolvere questo genere di ritardo si dovrebbe calcolare la tempistica più veloce per arrivare in orario all’appuntamento e poi applicare una correzione statistica in base ai possibili imprevisti che potrebbero accadere. Le persone irrazionali pensano che arrivare in anticipo sia una perdita di tempo, ma il problema è che non sanno gestire e rendere produttivi gli anticipi.

 

DEBOLI

I deboli utilizzano lo stratagemma del ritardo come una difesa contro lo stress. Per loro qualsiasi scandenza è fonte di stress e, al posto di organizzare il loro tempo, non sanno reagire, scelgono di essere ritardatari ed evitano il problema. La loro strategia non arriva a nessun buon risultato, in quanto non ci è purtroppo possibile eliminare gli stimoli stressanti.

Nel momento in cui essi sono costretti ad affrontare una situazione stressante quasi sicuramente crolleranno.

 

INDECISI

L’indeciso è un ritardatario affetto da un blocco operativo: qualsiasi azione dovrebbe compiere per arrivare ad un appuntamento è vissuta come una terribile scelta tra più alternative, tra le quali l’indeciso non sa scegliere. Questa indecisione provoca, ovviamente, un ritardo nei tempi anche se spesso non è provocato intenzionalmente.

Il classico esempio di un ritardatario cronico indeciso è la donna che non sa cosa indossare prima di una serata o di una cena.

 

SVOGLIATI

Gli svogliati sono dei ritardatari con scarsa reattività psicofisica e quindi non riescono a controllare il proprio fisico. Solitamente sono coloro che non riescono ad alzarsi dal letto la mattina, non per forza solo la mattina presto, perchè non sono capaci di vedere il risveglio come l’inizio di una nuova giornata splendida. Il risveglio è sinonimo di punizione per il nostro corpo e prevale la pigrizia.

Rientrano in questa categoria anche coloro che hanno una personalità più debole, senza la necessaria forza di volontà che possa prevalere.

 

Qualunque sia la tua personalità, devi avere sempre una valida ragione per arrivare in ritardo, altrimenti è come se implicitamente stessi dicendo: “Il mio tempo è più prezioso del vostro!”, e non c’è niente di peggiore dell’arroganza.

A volte però il non essere puntuali può anche servire per capire i pensieri della persona che si sta facendo aspettare, ancor prima che arrivi. Arrivare tardi può anche significare che non abbiamo voglia di andare dove dovremmo andare, o che non pensiamo sia giusto andarci. In questo modo lanciamo dei messaggi impliciti che un osservatore attento saprebbe cogliere.

Secondo lo psicologo Neel Burton, in uno dei suoi studi psicologici, il ritardo non si conta o minuti o in ora ma secondo l’insoddisfazione e l’irrequietezza di chi ci sta aspettando. Se siamo arrivati un quarto d’ora dopo l’orario di appuntamento ma il nostro compagno è del tutto tranquillo e sereno, allora secondo Burton quello può non essere considerato ritardo, perchè non ha causato nessun disagio.

Ritardatari che indossano il proprio abito da sposo uomo

La smorfia napoletana, la più famosa serie di numeri per poter interpretare i propri sogni e vincere al Lotto, stabilisce che sognare di arrivare in ritardo al matrimonio è sintomo di invidie che circondano la coppia; sognare che lo sposo arrivi in ritardo o non si presenti affatto significa che la sposa sta vivendo una paura di possibile abbandono da parte del partner.

abiti da sposo uomo

Ad ogni modo, in tanti pensano che alla sposa siano concessi 20 minuti di ritardo, ma così non è in quanto il galateo stabilisce che la sposa non deve arrivare con più di 10 minuti di ritardo.

Speriamo che in questo post possano riconoscersi sempre meno persone tra i nostri lettori perchè, come già accennato all’inizio di questo articolo, arrivare in ritardo il giorno in cui si indossano i propri abiti da sposo uomo sarebbe un abominio.